Manuel Brombin IT Advisor

Scegliere un fornitore IT: la checklist in 10 punti

Prezzo e simpatia del commerciale non bastano. Dieci criteri concreti per valutare chi metterà le mani sul tuo progetto — e come pesarli.

13 agosto 2026 · 8 min


La scelta del fornitore è la decisione che pesa di più sull’esito di un progetto IT, e spesso viene presa sui fattori sbagliati: il prezzo più basso, la presentazione più curata, il commerciale più bravo. Ecco dieci criteri che contano davvero, con la domanda da fare per ciascuno.

1. Referenze verificabili nello stesso ambito

Non il portfolio patinato: due o tre clienti con un progetto simile al tuo, che puoi chiamare. Chiedi loro cosa è andato storto e come è stato gestito. Un fornitore serio te le fornisce senza esitare.

2. Chi lavora davvero sul progetto

In fase di vendita vedi i senior. In fase di delivery, spesso, arrivano i junior. Chiedi nome, seniority e percentuale di allocazione delle persone che saranno sul tuo progetto, e mettilo nel contratto.

3. Un processo di delivery documentato

Come raccolgono i requisiti, come stimano, come testano, come rilasciano. Se la risposta è vaga (“lavoriamo in agile”), chiedi di vedere un esempio reale: un piano di sprint, un report di SAL, un piano di test.

4. Gestione del codice e handover

Il repository è tuo dal primo giorno? C’è una pipeline di build e rilascio? La documentazione minima (setup ambiente, architettura, deploy) è prevista? Devi poter cambiare fornitore senza ripartire da zero.

5. Test e qualità

Chi fa i test, di che tipo (unitari, integrazione, carico), e con quale copertura attesa. Un fornitore che considera il testing un optional ti consegnerà debito tecnico camuffato da software finito.

6. Sicurezza come prassi, non come reparto

Domande minime: come gestite i segreti e le credenziali? Aggiornate le dipendenze e le controllate per vulnerabilità note? Seguite una checklist tipo OWASP per le web app? Le risposte ti dicono se la sicurezza è nel processo o è un cerotto finale.

7. Contratto: SLA, penali, proprietà, uscita

Devono esserci: criteri di accettazione dei deliverable, tempi di intervento su problemi bloccanti, conseguenze in caso di ritardo grave, proprietà intellettuale a te, e una clausola di uscita che non ti tenga in ostaggio.

8. Gestione delle varianti

A progetto avviato cambierà qualcosa: è fisiologico. La domanda è come lo gestiscono. Un processo di change control chiaro (valutazione impatto su tempi e costi, tua approvazione prima di procedere) protegge entrambi.

9. Continuità

Cosa succede se la persona chiave del tuo progetto si ammala o si licenzia? Un fornitore strutturato ha ridondanza di competenze e documentazione; un free-lance mascherato da azienda no. Non è squalificante, ma devi saperlo.

10. Come reagiscono alle domande scomode

Fai una domanda tecnica difficile o chiedi un impegno contrattuale preciso. Se la risposta è fastidio, vaghezza o pressione a firmare in fretta, hai visto in anteprima come sarà gestito il progetto quando andrà male.

Come pesare i criteri

Costruisci una matrice: i dieci punti in riga, i fornitori in colonna, un voto da 1 a 5 per cella. Assegna un peso maggiore ai criteri critici per il tuo caso (di solito 2, 4, 7 e 8). Il prezzo entra dopo, come ultimo fattore a parità di affidabilità — non come primo filtro.

Bonus: il progetto pilota

Prima di un impegno grande, affida un modulo circoscritto e pagato. In quattro settimane vedi come stimano, come comunicano, come consegnano e come gestiscono un imprevisto. Costa poco e ti risparmia l’errore costoso.

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